Antonio Marras porta l’autunno/inverno 2025-26 in Sardegna con una campagna che trasforma Alghero in un palcoscenico sospeso tra mito e memoria. Sharon Stone, musa senza tempo, interpreta le radici culturali e artistiche del marchio, muovendosi tra vicoli medievali, bastioni e il mare del Golfo. La collezione celebra la femminilità indipendente e creativa, con abiti drappeggiati, tailleur maschili reinterpretati e simboli poetici come mani e rose. Ogni scatto racconta una storia di eleganza, appartenenza e Mediterraneo, dove moda e arte diventano poesia visiva.
Alghero come protagonista narrativa
La città di Alghero non è solo sfondo, ma vero co-protagonista della campagna. Le sue radici catalane, intrecciate con influenze fenicie, arabe e genovesi, creano un contesto storico e culturale unico. Le imponenti mura medievali e il gigante addormentato di Capo Caccia dialogano con lo sguardo di Sharon Stone, trasformando ogni vicolo e ogni bastione in un racconto sospeso tra passato e presente. Il faro che illumina il golfo diventa metafora di guida e memoria, evocando atmosfere sospese tra mito, realtà e sogno.
In questo scenario suggestivo, il mare e le architetture locali conferiscono profondità emotiva agli scatti, mentre la luce naturale gioca con tessuti e silhouette. L’ambientazione sarda diventa così parte integrante della narrazione di Antonio Marras, che unisce radici locali, tradizione e simbolismo artistico per creare una campagna immersiva, capace di trasmettere una storia visiva intensa e coinvolgente, dove ogni dettaglio contribuisce a un racconto unico.
Sharon Stone musa senza tempo
Sharon Stone interpreta con eleganza e presenza scenica l’essenza femminile del brand Marras. La diva percorre vicoli e bastioni, osserva l’orizzonte con passo misurato e trasmette un senso di attesa e contemplazione. La sua aura cinematografica amplifica la dimensione poetica della campagna, rendendo il tempo sospeso e ogni gesto parte di un racconto visivo che parla di memoria, emozione e appartenenza.
La collaborazione tra l’attrice e lo stilista riflette un’intesa creativa profonda, dove Sharon Stone incarna valori come arte, bellezza e verità. La sua interpretazione aggiunge spessore alla collezione, trasformando ogni outfit in espressione di femminilità consapevole e raffinata. La sua presenza rende la campagna un’ode alle donne indipendenti, artistiche e dotate di un’eleganza senza tempo, fedele allo spirito di Antonio Marras.
Il guardaroba poetico di Marras
La collezione autunno/inverno 2025-26 celebra la femminilità attraverso abiti drappeggiati in taffetà écru, tailleur Prince de Galles maschili reinterpretati e parka-kimono decorati da rose dipinte. Le borse Antine, simboli ricorrenti dell’universo Marras, riprendono le mani e le rose, segni iconici dello stilista. Ogni capo diventa un’opera d’arte, dove tessuti, ricami e forme dialogano con la storia, l’arte e la memoria della Sardegna.
Gli outfit reinterpretano i classici senza rinunciare a innovazione e modernità: smoking oversize, cappotti in grigio con giochi di tessuti e ricami dorati o argentati diventano patch narrative, raccontando nuove storie su tessuti antichi. La campagna fonde arte e moda, creando un linguaggio universale che parla alle donne contemporanee e celebra valori estetici e simbolici profondamente radicati.
Moda come racconto di memoria e bellezza
Antonio Marras utilizza simboli come mani e rose per trasformare la moda in poesia visiva. Ogni dettaglio della campagna racconta la memoria personale dello stilista e la stratificazione culturale del Mediterraneo, evocando emozioni universali attraverso scatti e abiti. La moda diventa così un mezzo di narrazione, capace di unire estetica, storia e sensibilità artistica.
La campagna consolida l’immagine di Antonio Marras come narratore visivo, capace di fondere eleganza, arte e cultura in ogni progetto. Sharon Stone, musa perfetta, amplifica il messaggio poetico, incarnando la femminilità, la memoria e la sofisticata visione artistica dello stilista. Il risultato è una campagna senza tempo, dove la moda diventa strumento di racconto, poesia e celebrazione del Mediterraneo e delle sue radici culturali.